| L’invasione dei super agers e perché gli 80 anni 18/01/2026 11:32 |
![]() Descrizione al grafico: “Smettiamola con le sciocchezze. L’immortalità? Non la raggiungeremo mai. E anche gli sforzi diretti alla longevità sono concepiti male. Oggi possiamo tenere in vita artificialmente una persona per molti anni, ma di che vita si tratta? Che senso ha raggiungere i 120 anni con malattie croniche e dipendenti dagli altri? L’invecchiamento non è una malattia da curare, è un processo naturale che possiamo ritardare. Bisogna puntare sull’healthspan, la durata della salute”. Eric Topol è un cardiologo americano, pioniere della medicina personalizzata, e studia persone che invecchiano in modo eccezionalmente sano anche dopo gli 80, mantenendo un’elevata qualità della vita. Su questo ha scritto Il codice della longevità. Super Agers (Newton Compton) dove spiega, separando scienza e leggende, come vivere più a lungo. Già bestseller negli Stati Uniti, arriva in Italia il 13 gennaio.
Che cosa hanno in comune i super agers?
“Sono molto attivi fisicamente. L’esercizio è il fattore più importante per essere sani: nel libro cito un collega che dice che un minuto di training si traduce in cinque di healthspan. Sono magri, hanno una dieta sana, come quella mediterranea, anti-infiammatoria, non mangiano cibi iperprocessati. Dormono profondamente, 7-9 ore per notte. Non bevono alcol e non fumano. Hanno un carattere solare, relazioni e uno scopo nella vita. Amano stare a contatto con la natura, sono poco esposti a tossine ambientali tipo microplastiche. Tutti questi fattori combinati, che io chiamo lifestyle+, promuovono 7-10 anni in più di invecchiamento sano”.Non sarà una questione genetica?
“L’abbiamo creduto per tanto tempo, ma non è vero per niente: i geni contano per il 10-20%. Il resto, è dovuto a fattori ambientali che influiscono su sistema immunitario e stati infiammatori”.
Il sistema immunitario è una chiave importantissima.
“I tre grandi killer, cancro, malattie cardiovascolari e neurodegenerative condividono un meccanismo comune: infiammazione cronica e immunosenescenza, cioè il malfunzionamento del sistema immunitario. Uniamo i puntini: i fattori dello stile di vita che promuovono un sistema immunitario sano riducono l’infiammazione mentre altri, come cibi iperprocessati, l’aumentano”.
E gli integratori?
“Nulla sostituisce una dieta sana. Quello degli integratori è un mercato enorme con un marketing predatorio, ma non ci sono prove che migliorino veramente la salute. Non sappiamo nemmeno che cosa contengano davvero. Alcuni poi sono potenzialmente dannosi. La niacina, per esempio, è associata a un incremento del rischio cardiovascolare. Un’eccezione sono i complessi multivitaminici che potrebbero rallentare il decadimento cognitivo”.
Descrizione per watch list o operatività: Quindi non esiste una pillola magica?
“Abbiamo scoperto che il GLP-1 (il semaglutide) ha una potente azione anti-infiammatoria sistemica e cerebrale, migliora l’esito di infarti, ictus, patologie epatiche. Potrebbe diventare un farmaco chiave per prevenire malattie croniche. Non sono pro Big Pharma e non è desiderabile prendere medicine a vita, ma le prove sono straordinarie. Lo stesso potrebbe succedere con i vaccini, la cui tecnologia è stata sviluppata durante il Covid e viene applicata oggi a malattie cardiovascolari e cancro. Il vaccino dell’herpes riduce la demenza fino al 20-30%”.
Lei parla di orologi epigenetici.
“L’età anagrafica spesso non corrisponde a quella biologica. Puoi avere 40 anni e un cuore di 60. Questi “orologi” misurano il ritmo di invecchiamento degli organi. GrimAge2 è un orologio generale del corpo che si basa sulla metilazione del Dna (controllandone il grado di usura, ndr). Nel 2026 saranno disponibili dispositivi per i vari organi, cervello, cuore, fegato... Un gruppo della Stanford University ha creato un’azienda per svilupparli su larga scala e a basso costo. Potremo quindi scoprire attraverso esami del sangue se c’è qualcosa che non va biologicamente, se il ritmo di invecchiamento di un organo o di un sistema è sbagliato e intervenire in anticipo. Gli orologi saranno degli incentivi a cambiare stile di vita. Ovviamente le persone con un ritmo di invecchiamento più lento del cervello e del sistema immunitario, gli orologi più importanti, hanno di gran lunga il miglior healthspan e lifespan”.
Come cambierà la medicina con l’Ai?
“È una rivoluzione. Stiamo passando dalla cura alla prevenzione. Il sistema immunitario sarà centrale: probabilmente dovremmo controllarlo ogni anno a partire dai 40-50 anni. L’Ai può analizzare miliardi di dati, informazioni omiche sulle cellule, cartelle cliniche, marcatori proteici, immagini della retina, ecc. Nessun umano può farlo. Troverà il fattore di rischio individuale, servirà a monitorare e a prevenire 1.200 malattie diverse, soprattutto quelle che impiegano vent’anni per incubarsi, cioè neurodegenerative, cardiovascolari e tumori. Gli screening saranno personalizzati. Tra sistema immunitario, marcatori, microbioma e genomica potremo predire se una persona svilupperà un tumore e quando, quindi potenzieremo il suo sistema immunitario con lifestyle, vaccini o medicine. Quest’anno inizieremo un trial di prevenzione dell’Alzheimer, senza l’Ai sarebbe stato inconcepibile”.
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